{"id":1971,"date":"2017-04-07T09:30:34","date_gmt":"2017-04-07T09:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/duecastelli\/"},"modified":"2020-12-29T11:25:33","modified_gmt":"2020-12-29T11:25:33","slug":"duecastelli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/attrazioni\/duecastelli\/","title":{"rendered":"Duecastelli"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;5493&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1534158398670{background-color: #ffffff !important;}&#8221;]<strong><em>Molte sono le torri, i castelli e i castellieri in rovina, ma Duecastelli \u00e8 unica: a distruggerla non fu la guerra o il fuoco, ma la sua stessa gente, abbandonandola al suo destino. Ammonimento per i passanti, memoria di com\u2019erano i borghi medievali per chi ci arriva come ospite. <\/em><\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>Storia<\/strong><\/h4>\n<p>Le rovine della citt\u00e0 medievale di Duecastelli rappresentano il pi\u00f9 importante ed il pi\u00f9 noto sito del patrimonio culturale del Comune di Canfanaro. La denominazione <em>\u201eDvigrad\u201c <\/em>(Duo Castra, Due Castelli, Dvegrad) indica l&#8217;esistenza di due parti distinte della citt\u00e0 (Moncastello e Castello Parentino), che gi\u00e0 nel IX e X secolo venivano menzionate come cittadina unica. La denominazione comune si \u00e8 mantenuta anche dopo la caduta del Castello Parentino, ovvero con la sopravvivenza della sola Moncastello.<\/p>\n<p>Grazie alla sua straordinaria posizione strategica, la vicinanza dell&#8217;acqua e l&#8217;abbondante terreno fertile, l&#8217;area era abitata gi\u00e0 in epoca preistorica, mentre le prime popolazioni slave iniziarono a stabilirsi nella zona verso la fine del VI secolo. Al tempo l\u2019amministrazione statale non era ancora organizzata e i terreni del territorio erano abbandonati. A quell\u2019epoca gli appezzamenti trascurati venivano coltivati dai benedettini, che lasciarono traccia della propria presenza nell\u2019area circostante il Leme durante l\u2019epoca medievale. Nelle fonti storiche la citt\u00e0 viene menzionata per la prima volta nel 879, con il passaggio della chiesa di Duecastelli dalla giurisdizione della diocesi di Pola al Patriarcato di Aquileia. Sotto il dominio dei conti di Gorizia, verso la fine del XIII secolo, a Duecastelli cambia \u00a0anche la struttura etnica della popolazione e nonostante il crescente afflusso di popolazioni germaniche, gli Slavi mantennero comunque la maggioranza.<\/p>\n<p>Il periodo successivo a Duecastelli fu contrassegnato da costanti guerre e scontri. Nel 1381 i Veneziani incendiarono Duecastelli, uccisero gli abitanti e trasferirono il potere dalla Chiesa di Santa Sofia a San Lorenzo del Pasenatico. Nel 1413, dopo l&#8217;emanazione dello Statuto del Comune di Duecastelli con il quale venne abolito il patriarcato, Venezia assume il potere amministrativo della cittadina. Fu un periodo fiorente per Duecastelli, il quale dur\u00f2 fino all\u2019arrivo dell\u2019epidemia di peste, verso la fine del XV secolo, alla quale poi segu\u00ec la malaria.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del XVI secolo a Duecastelli si stabilirono i profughi dell&#8217;entroterra della Dalmazia e dell&#8217;Erzegovina, in \u00a0fuga dagli Ottomani. Era l\u2019epoca in cui scoppi\u00f2 anche la guerra degli Uscocchi tra Venezia e Austria, durante la quale vennero distrutti tutti i paesini circostanti. Gli abitanti di Duecastelli cominciarono a trasferirsi nelle zone limitrofe. Nel 1630 la citt\u00e0 era quasi completamente deserta, vi rimasero soltanto le famiglie pi\u00f9 povere. Nel 1714 con il trasferimento della parrocchia di Duecastelli nella vicina cittadina di Canfanaro, inizi\u00f2 la fine definitiva di Duecastelli.<\/p>\n<h4><strong>Passeggiata per Duecastelli<\/strong><\/h4>\n<p>Duecastelli \u00e8 ubicata nella Draga del Leme, nella profonda valle che si estende dal Canale di Leme fino a Pisino, a 150-175 metri di altitudine sopra il livello del mare: qui si possono visitare le rovine di Moncastello (la seconda parte di Duecastelli, Castello Parentino, quasi completamente distrutto, di cui \u00e8 rimasto soltanto un piccolo altopiano).<\/p>\n<p>Si entra nella cittadina passando attraverso la porta principale tuttora presente, per arrivare al punto in cui il borgo \u00e8 protetto dal primo anello di mura di cinta. Proseguendo si raggiunge la seconda porta, parte del secondo anello di mura. Era cos\u00ec che si entrava in citt\u00e0, di porta in porta. Passando accanto alla possente torre di difesa sul lato meridionale della cittadina, la strada conduce all\u2019ultima porta, oltre la quale c\u2019\u00e8 il centro del borgo.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 \u00e8 cinta da due anelli di mura, all\u2019interno delle quali si conservano i resti di pi\u00f9 di duecento edifici. Imponente al centro dell\u2019abitato la chiesa di Santa Sofia, edificata in pi\u00f9 fasi. In quella pi\u00f9 remota, paleocristiana (seconda met\u00e0 del V secolo), l\u2019edificio sacro aveva un\u2019unica navata con inscritta un\u2019abside semicircolare. Col passare dei secoli la chiesa venne ampliata: vanta tre absidi semicircolari inscritte e le pareti affrescate. Nei secoli IX e X sul lato meridionale vennero annessi la cappella battesimale e il campanile e nel XIV secolo il perimetro settentrionale fu ampliato con la sacristia. Appartiene allo stesso periodo pure il pulpito esagonale, adornato con elementi a rilievo, che dopo l\u2019abbandono di Duecastelli fu trasferito nella chiesa parrocchiale di Canfanaro, dov\u2019\u00e8 tuttora. Tra i rilievi, spicca quello di Santa Sofia con una citt\u00e0 in ciascuna mano. E\u2019 il simbolo di Duecastelli, presente sullo stemma del Comune di Canfanaro.<\/p>\n<p>Davanti alla chiesa c\u2019\u00e8 la piazza centrale, vicino alla quale trovano posto gli edifici pi\u00f9 importanti di Duecastelli: il palazzo municipale sul lato orientale e gli spazi appartenenti al Capitolo sul lato occidentale.\u00a0 A occidente della basilica c\u2019\u00e8 una serie di vani che ospitavano i militari. Nell\u2019area sud occidentale dell\u2019abitato c\u2019era l\u2019area economica e tutti i restanti spazi fungevano da abitazione.<\/p>\n<h4><strong>Leggende<\/strong><\/h4>\n<p><em>La leggenda sulla <\/em>mostranza<em> (ostensorio)<\/em><\/p>\n<p><em>Correva l\u2019anno <\/em>1650 quando durante una visita in zona, a Duecastelli arriv\u00f2 il vescovo Tomassini di Cittanova. Nella cittadina vivevano solamente tre famiglie, le pi\u00f9 povere. Tutti gli altri avevano lasciato Duecastelli, compresi i sacerdoti che quotidianamente ci facevano ritorno per celebrare la Santa Messa. Visto che era faticoso farlo ogni giorno, decisero di portare il Santissimo sacramento dell\u2019altare e le ostie benedette da Duecastelli a Canfanaro. Ma arrivando l\u2019indomani mattina nella chiesa, non vi trovarono l\u2019ostensorio con il Corpo Santo. Si misero alla ricerca dell&#8217;ostensorio e lo trovarono illuminato nel bosco sottostante Duecastelli, ma ad ogni tentativo fatto dal sacerdote per afferrarlo, l&#8217;ostensorio si spostava. Si ferm\u00f2 solamente quando il sacerdote indoss\u00f2 il paramento liturgico. Fu cos\u00ec che riusc\u00ec a portare l&#8217;ostensorio nella chiesa canfanarese. Trascorso qualche tempo il vescovo trasfer\u00ec anche ufficialmente il centro della parrocchia da Duecastelli a Canfanaro.<\/p>\n<p><em>La leggenda sul tesoro nascosto di Henry Morgan<\/em><\/p>\n<p>Henry Morgan era un famigerato pirata britannico che combatteva contro gli Spagnoli, con il beneplacito del governatore della Giamaica Thomas Modyford. Le sue imprese superavano spesso i poteri concessigli e il suo maggior successo fu la conquista di Panama, il cui saccheggio per\u00f2, risult\u00f2 nella violazione del trattato di pace tra Spagna e Inghilterra. Morgan attir\u00f2 su di s\u00e9 le ire degli Inglesi che iniziarono a dargli la caccia. La leggenda vuole che durante la fuga dai velieri della flotta inglese, venne spinto nell&#8217;Adriatico dove raggiunse il Canale di Leme. La conformazione serpentina del Canale, che offriva molte insenature nascoste, si rivel\u00f2 rifugio ideale per nascondere s\u00e9 stesso e il suo tesoro. Dopo aver gettato l&#8217;ancora, individu\u00f2 anche Duecastelli, all&#8217;epoca gi\u00e0 quasi completamente disabitata, e decise di nascondere l\u00ec il suo ricco malloppo. Henry Morgan trov\u00f2 nuova dimora nelle vicinanze di Duecastelli, nel villaggio che ancora oggi porta il nome di M(o)rgani.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_gallery type=&#8221;image_grid&#8221; images=&#8221;1139,1143,1171,588,1558,1486,5498,5502,5506,5510,5514&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/tinyurl.com\/y9ye7s6n\"><strong>Dvigrad 360\u00b0<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;5493&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1534158398670{background-color: #ffffff !important;}&#8221;]Molte sono le torri, i castelli e i castellieri in rovina, ma Duecastelli &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1984,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1971"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8480,"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1971\/revisions\/8480"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/visitkanfanar.hr\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}